“Ma se mi toccano dov'è il mio debole, sarò una vipera ..”

5 AGO 20
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Così canta a Poletti la signora Camusso, riguardo alla riforma del mercatodel lavoro. Niente di illogico: il potere del sindacato nasce dallacapacità di controllo dello stesso. Il resto chiacchiera. Naturale opporsia un Governo che possa darsi obiettivi che, in un modo o nell'altro,riducessero i suoi poteri d'interdizione o comunque ne ridimensionassero ilsuo peso politico. E’un ritornello logoro e, stucchevole il ripeterlo, mala difficoltà maggiore è affrontare e misurarsi col cambiamento culturaleche sarebbe necessario, richiederebbe tra l’altro, anche una diversaconsiderazione del ruolo delle imprese private. Macigni ideologici esimbolici enormi e fortemente restii ad essere rimossi. La riforma delmercato del lavoro non può essere a costo zero, per sindacati, imprese elavoratori. Ha una possibilità di riuscita solo se tutte le parti in causaavranno chiaro l'obiettivo comune della crescita economica, che piaccia ono, per avviarsi deve uscire dalla difesa ad oltranza delle attualiconvenienze settoriali che coinvolgono i tre soggetti. O si arriva allaconcezione condivisa che imprese e lavoratori sono due facce della stessamedaglia, cioè complementari e i sindacati, dalla Cgil ai Cobas,abbandonano la rendita di posizione basata sulla conflittualità perenne eobbligata tra i due soggetti, o non se ne esce. Non c’è Renzi che tenga,non possiamo chiedere all'Europa di essere più comprensibile e attenta neinostri confronti e continuare con le devastanti rigidità assolute che ciportiamo dietro. Scontato che a livello personale ciascuno abbia argomentivalidi per la difesa della propria posizione, e qui siamo a #icazziamari, mala sostanza del problema non è quella. Allora? Blitzkrieg? Vediamo cosaporta a casa Renzi da Berlino.